Uretere Ectopico

A cura del Dr. Paolo Bogoni

 

Gli ureteri sono strutture fibro-muscolari retroperitoneali che prendono origine dall’ilo renale e si portano sino alla vescica con la funzione di veicolare l’urina dal rene alla vescica. L’uretere ectopico è una patologia congenita che è stata segnalata sia nel cane sia nel gatto e in altri mammiferi, tra cui l’uomo. Le condizioni che definiscono l’uretere ectopico sono il mancato o l’errato sbocco dell’uretere in vescica. Nel primo caso, denominato uretere extramurale, l’inserzione dell’uretere avviene by-passando la vescica, e avviene al di là dello sfintere vescicale direttamente in uretra, vagina o utero. Nel secondo caso, denominato uretere intramurale, l’inserzione vescicale è corretta ma l’apertura dell’uretere all’interno della vescica non avviene fisiologicamente in posizione standard; in particolare l’uretere, dopo essersi inserito in vescica decorre nello spessore della parete andando poi ad aprirsi  al di là dello sfintere, direttamente in uretra o in vagina.

A seguito di queste situazioni si assiste all’impossibilità da parte dell’animale di trattenere le urine all’interno della vescica con la conseguente incontinenza urinaria.

La patologia colpisce più frequentemente le femmine e le razze più rappresentate sono Labrador, Golden Retriever, Siberian Husky, WHWT, Fox Terrier, Terranova e Barboncino. La diagnosi di uretere ectopico si basa sull’anamnesi, sulla sintomatologia, sull’esecuzione di esami complementari quali ecografia, radiografie in bianco e con contrasto e al bisogno con TC.

Per far fronte a tale patologia si deve ricorre alla Neoureterocistotomia terminale o tecnica di reimpianto ureterale nel caso di ureteri extramurali o alla Neoureterocistotomia latero-laterale per risolvere la presenza di ectopia ureterale intramurale. Con la prima tecnica l’uretere patologico è reimpiantato in vescica cranialmente allo sfintere, mentre utilizzando la seconda tecnica, la porzione intramurale viene aperta a formare un nuovo stoma intravescicale e la porzione distale ed eccedente viene obliterata.

A dispetto della tecnica eseguita le percentuali di risoluzione dell’incontinenza riportate in letteratura riportano un successo sino all’82% con la sola chirurgia alle quali si deve sommare un 7-28% di pazienti che diventano continenti solo se alla chirurgia si associa un trattamento farmacologico.