Ernia Perineale

A cura del Dr. Paolo Bogoni

 

L’ernia perineale è un patologia che pur essendo ampiamente descritta e studiata presenta ancora diversi lati oscuri sulla sua eziopatogenesi e trattamento.

L’ernia perineale (EP) è una patologia multifattoriale che porta al cedimento del diaframma pelvico, descritta quasi esclusivamente nella specie canina. Nella specie felina è rara ed è solitamente collegata a patologie traumatiche, e quando presente è più frequente nel maschio castrato.

Colpisce quasi esclusivamente cani maschi (interi o castrati), di età superiore a cinque anni.Le razze più frequentemente colpite sono: Boston Terrier, Pechinese, Collie, Corgie, Boxer e Pastore Tedesco. L’alta incidenza anche nei meticci potrebbe significare che non esiste una predisposizione ereditaria nello sviluppo della patologia.

Le ernie possono essere mono o bilaterali. Quando mono-laterali statisticamente si presentano con maggior frequenza a destra. Il segno clinico principale è una tumefazione fra la base della coda e il bordo caudale dell’ischio. I sintomi normalmente presenti sono: costipazione, dischezia e tenesmo. Nei casi più gravi sono presenti premiti ed ematochezia associati o meno a completa occlusione intestinale. La diagnosi si basa essenzialmente sulla visita clinica ed è confermata dall’esplorazione rettale digito-digitale, che risulta essere patognomonica.

La terapia di questa patologia è esclusivamente chirurgica e per anni si è basata esclusivamente sulla rafia sia diretta sia indiretta eseguita con l’uso di materiale protesico o mediante la combinazione fra le due.

La percentuale di recidiva, nel corso degli anni, con l’evolversi e il susseguirsi delle diverse tecniche è andata sempre calando, passando da un 46% con la tecnica standard al 5% con la tecnica della trasposizione dell’Otturatore, che attualmente rappresenta la tecnica più utilizzata per le ernie dorsali.

Negli ultimi anni con introduzione delle pessi, l’approccio alla patologia è leggermente cambiato. La colon, deferento e cistopessi possono essere utilizzate come supporto terapeutico alla rafia o come unico presidio per il trattamento della EP.